A cura di Giorgio Bonomi
Comunicato stampa
L’arabesco è una delle forme più antiche di decorazione e consiste in segni e figure geometriche astratti e stilizzati, in linee curve o rette che si intrecciano e acquisiscono un ritmo particolare.
La spirale è uno degli elementi più usati come elemento ornamentale e simbolico.
In pittura, senza risalire agli antichi disegni sciti o dei vasi cretesi né ai legni incisi dei Maori, troviamo le decorazioni ad arabesco o spiraliformi in tutta la storia dell’arte.
Arrivando ai nostri giorni non possiamo non ricordare – tralasciando i pittori definiti “decorativi” in senso negativo – i grandi Matisse e Sironi.
La mostra vuole documentare il lavoro di alcuni artisti italiani contemporanei che hanno usato e/o usano l’arabesco nelle loro opere, senza mai cedere all’eccesso decorativo né ad un linguaggio accademicamente aulico: al contrario sono, salvo due eccellenti, maestri dell’astrazione minimalista e concettuale.
Così sono presenti gli “alfabeti” di Turcato, Sanfilippo e Accardi; le estroflessioni curve di Bonalumi e quelle, rare, con i chiodi in forma circolare di Castellani; le figure curviformi di Pinelli, le spirali di Griffa e le scritte “arabeggianti” di Zappettini; i giri di danza, immaginari, dei Dervisci di Mondino e le magnifiche terrecotte di Mainolfi.
Delle generazioni più giovani sono in mostra le “giravolte” caotiche, ma riordinate, di Asdrubali e gli arabeschi poetici di Impellizzeri.
Infine, a dimostrazione che anche con la fotografia è possibile cimentarsi con immagini che vanno a creare arabeschi è presente Maria Mulas con un lavoro particolare.
L’arabesco, allora, va considerato come forma che, nel segno, nel colore e finanche nell’immagine, è universale e totalmente concettuale, in più permette di svolgere un discorso assai efficace sulla decorazione e sul decoro, troppo spesso, oggi, considerati forme disdicevoli.
Già alla fine del Settecento il famoso pensatore romantico F. Schlegel parla diffusamente dell’arabesco, le cui idee verranno riprese nei nostri giorni da uno dei più importanti filosofi italiani contemporanei, Franco Rella:questo testimonia l’importanza e l’attualità dell’argomento su cui la Galleria di Santo Ficara ha organizzato questa mostra.
Dal 28 Novembre 2009 al 16 Gennaio 2010. Dal Lunedì al Sabato: 9.30/12.30 e 15.30/19.30